BENVENUTI NEL CIELO DELLA PREISTORIA

BENVENUTI NEL CIELO DELLA PREISTORIA

L’uomo "erectus" fu il primo ad osservare la volta celeste?
L’uomo "
sapiens
" si era già reso conto dell’importanza del Sole e della Luna, dei luminari del giorno e della notte?
La complessa macchina del cielo era un' "entità" impalpabile ma reale, una sorta di "Lanterna Magica" che attirava l’attenzione di tutti i popoli fin dai tempi più remoti.
Nonostante la "Scienza Astronomica" non fosse ancora nata, l’osservazione della volta celeste che presso alcune culture raggiunse dei livelli sorprendenti, veniva riprodotta al "suolo" in determinate situazioni tramite particolari strutture megalitiche oppure attraverso semplici - ma non meno significative - immagini istoriate sulla pietra.
L’interesse che le società pre-protostoriche coltivavano per l’astronomia "sferica" viene oggi testimoniato dalla moderna "Archeoastronomia", disciplina che studia le conoscenze astronomiche di questi popoli altrimenti detti "primitivi".

Newgrange - Il fascio di luce

Il 21 dicembre del 1969 M. O’Kelly, l’archeologo che eseguì gli scavi del tumulo megalitico, scoprì che all’alba del solstizio d’inverno i primi raggi di luce solare, penetrando dalla roof-box e percorrendo il corridoio, venivano filtrati o meglio "tagliati" in modo preciso dalle pareti sagomate dello stretto passaggio.
Questo fascio luminoso, che lentamente attraversa il corridoio, quando raggiunge la camera interna la illumina di colpo per una ventina di minuti circa, creando nel recesso di fondo un ricercato fenomeno astronomico, probabilmente il più importante di tutto il complesso. In questo modo il pennello di luce si infrange significativamente su una figura a triplice spirale del tutto insolita incisa sulla parete litica di fondo. Rimane significativo il fatto che la simbologia delle "spirali" sia verosimilmente riconducibile al Sole.


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