BENVENUTI NEL CIELO DELLA PREISTORIA

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L’uomo "erectus" fu il primo ad osservare la volta celeste?
L’uomo "
sapiens
" si era già reso conto dell’importanza del Sole e della Luna, dei luminari del giorno e della notte?
La complessa macchina del cielo era un' "entità" impalpabile ma reale, una sorta di "Lanterna Magica" che attirava l’attenzione di tutti i popoli fin dai tempi più remoti.
Nonostante la "Scienza Astronomica" non fosse ancora nata, l’osservazione della volta celeste che presso alcune culture raggiunse dei livelli sorprendenti, veniva riprodotta al "suolo" in determinate situazioni tramite particolari strutture megalitiche oppure attraverso semplici - ma non meno significative - immagini istoriate sulla pietra.
L’interesse che le società pre-protostoriche coltivavano per l’astronomia "sferica" viene oggi testimoniato dalla moderna "Archeoastronomia", disciplina che studia le conoscenze astronomiche di questi popoli altrimenti detti "primitivi".

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El-Giza - I pozzi stellari


A
La discenderia (canale d’ingresso della parte spirituale del faraone ossia il Ka), che si sviluppa per circa 91 metri, risulta orientata verso χ Draconis della costellazione del Dragone
Dalle pareti settentrionali e meridionali delle Camere del Re e della Regina partono quattro stretti (cm 20 x 20) condotti di aerazione i quali risultano orientati verso alcune stelle circum-polari.
La funzione di questi condotti, chiamati anche "Pozzi Stellari", pare fosse quella di facilitare l’ascesa al cielo del Ka del faraone.
B
Il condotto settentrionale della Camera della Regina, lungo circa 74 metri, era rivolto verso la β Ursae Minoris dell’Orsa Minore e ζ Ursae Majoris dell’Orsa Maggiore
C
Il condotto settentrionale della Camera del Re, lungo circa 69 metri per un’inclinazione di 31°, era rivolto verso la culminazione superiore di Thuban (α Draconis) ovvero la stella polare dell’epoca
D
Il condotto meridionale della Camera della Regina, lungo circa 74 metri, era rivolto verso la stella Sirio (α Canis Major)
E
Il condotto meridionale della Camera del Re, lungo circa 50 metri per un’inclinazione di 44°5’, era rivolto sul passaggio al meridiano della cintura di Orione che rappresentava Osiride

El-Giza - Gli orientamenti cardinali

Siccome il Faraone Khufu favorì notevolmente il culto solare del dio pare plausibile che questo imponente edificio fosse orientato rispetto il corso del Sole. I lati della Grande Piramide sono rivolti sulle direzioni cardinali con una precisione incredibile, infatti l’errore è limitato a 5’ 30’’ di arco.
Il lato dove sorge l’ingresso della discenderia è posto sull’asse meridiano, mentre quello Est-Ovest, ovvero quello della Camera del Re, riproduce l’apparente corso del Sole, ossia l’eclittica. 


El-Giza - Le pietre del Faraone

La Grande Piramide, alta attualmente m 138,75 (originariamente m 146,60), si sviluppa su una base di m 230,37 per lato e risultano essere stati impiegati per la costruzione ben 2.300.000 blocchi di calcare il cui peso medio si aggira sulle 2,50 tonnellate.
Internamente la Grande Piramide si struttura su tre livelli diversi che sono raggiungibili da un solo ingresso posto, come di consueto, sul lato Nord ad un’altezza dal suolo di m 16,80. Questo passaggio, costituito da un lungo corridoio discendente, la cosiddetta "discenderia", largo appena m 1,05 e alto m 1,20 conduce a tre camere diverse.
La prima camera (m 8,20 x 14, alta 3,50), ovvero quella soterranea o inferiore, è scavata nella roccia e non è mai stata completata. Questo locale, che al momento della sua scoperta avvenuta nel 1838, aveva addirittura l’aspetto di una cava di pietre. Secondo recenti interpretazioni questa camera era forse dedicata a Sokar (La Casa di Sokar), una divinità dell’oltretomba.
Dopo una ventina di metri la discenderia si biforca dividendosi in un corridoio ascendente di 38 metri che porta, attraverso un passaggio orizzontale, alla camera centrale (m 5,20 x 5,60) con la volta a cuspide di m 6,20 di altezza.
Questo secondo locale, chiamato convenzionalmente "Camera della Regina", fu scoperto nel 1818 dal genovese Giovanni Battista Caviglia, e si pensa venisse adibito a serdab, ambiente frequentissimo anche nelle mastabe private, nel quale veniva collocata la statua del defunto.
Sulla Camera della Regina, che si trova posta sull’asse verticale della piramide, si trova la "Grande Galleria" strutturata a volta a mensola di m 8,48 di altezza. Quest’opera di mirabile ingegneria statica che raggiunge i 47 metri di lunghezza per una larghezza di appena m 2,30 termina in un anticamera realizzata in granito rosso e adibita ad ospitare tre saracinesche antintrusione anch’esse in granito.
Attraverso una piccola apertura (m 1,05 x 1,08) si raggiunge la camera superiore denominata "Camera del Re". Questo locale (m 5,20 x 10,30 per un’altezza di m 5,80), attualmente considerata la vera e propria camera sepolcrale, costruito in granito rosa di Assuan era sormontato da un elaborato insieme strutturato in cinque camere di scarico, verosimilmente edificato per alleggerire l’enorme massa gravante sulla camera reale.


El-Giza - La Grande Piramide, una scala per il cielo (Il Cairo - Egitto)

Sull’altopiano calcareo di El-Giza, a pochi chilometri a Sud del Cairo si eleva, affiancata da quelle di Khafra (Chefren) e di Menkaura (Micerino) la piramide di Khufu (Cheope).
Questa imponente opera riconosciuta anche come la "Grande Piramide" costituisce la più antica (IV dinastia: 2551-2528 a.C.) delle "Sette Meraviglie del Mondo" ed è l’unica ad essere ancora conservata in ottime condizioni.
Il nome egizio della Grande Piramide era "Orizzonte di Khufu", termine legato alla sua "funzione" e al suo "costruttore". Questo monumento, imponente edificio funerario o di culto, fu concepito in relazione con la religione e le conoscenze astronomiche e geometriche del tempo. In base a questo antico sapere sembrerebbe che attraverso una simile forma si cercasse di rappresentare la "pietrificazione" dei raggi solari, i quali, scivolando sul rivestimento in calcare di Tura, potevano unire l’elemento umano a quello divino. Inoltre i passaggi, le camere e i corridoi della Grande Piramide, potevano essere il "modello" o la "simulazione" dell’oltretomba (Terra di Sokar o Regno di Osiride).
In realtà non è stato trovato alcun indizio che possa suggerire chi effettivamente venne tumulato nel grande sarcofago monolitico in granito nero. Nessuna iscrizione figura sulla sua superficie che risulta ancora grezza, segnata da numerosi segni lasciati dalla sega con cui venne tagliato. Oltre a non esservi il coperchio del sarcofago, non compaiono altre scritte in tutta la piramide, tranne il "cartiglio" di Cheope posto nella camera di scarico superiore.