BENVENUTI NEL CIELO DELLA PREISTORIA

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L’uomo "erectus" fu il primo ad osservare la volta celeste?
L’uomo "
sapiens
" si era già reso conto dell’importanza del Sole e della Luna, dei luminari del giorno e della notte?
La complessa macchina del cielo era un' "entità" impalpabile ma reale, una sorta di "Lanterna Magica" che attirava l’attenzione di tutti i popoli fin dai tempi più remoti.
Nonostante la "Scienza Astronomica" non fosse ancora nata, l’osservazione della volta celeste che presso alcune culture raggiunse dei livelli sorprendenti, veniva riprodotta al "suolo" in determinate situazioni tramite particolari strutture megalitiche oppure attraverso semplici - ma non meno significative - immagini istoriate sulla pietra.
L’interesse che le società pre-protostoriche coltivavano per l’astronomia "sferica" viene oggi testimoniato dalla moderna "Archeoastronomia", disciplina che studia le conoscenze astronomiche di questi popoli altrimenti detti "primitivi".

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La "meridiana naturale" della Valle Tanaro (Pornassino - Viozene - CN)



I profili montani con funzioni di "meridiane naturali" sono discretamente frequenti nell’arco alpino. La più conosciuta di tutte è quella di Sesto in Val Pusteria dove ben cinque cime indicano rispettivamente le ore 9:00, le 10:00, le11:00, le 12:00, e le 13:00 quando il Sole è sulla loro verticale.
Una ben dettagliata ed estesa meridiana naturale è stata recentemente segnalata da Giorgio Casanova e da Gianni Berogno. Questo orologio naturale, posto in fronte alla Val Tanarello, valletta che osservata dalla frazione di Pornassino corrisponde al mezzogiorno, si trova naturalmente collocato in alta Valle Tanaro tra Ponte di Nava e Viozene.
Il periodo che veniva utilizzato questo orologio naturale andava da aprile a settembre, e i punti di riferimento naturali per la divisione oraria del giorno erano ben nove:

ORA
SOLARE

9:00

11:00

12:00

13:00

14:00

15:30

16:00

18:00
18:30

19:00

PUNTO
DI
RIFER.

Prati di Cosio

Bric Giancu

Canalone del Tanarello

Rocce Spaccate

Cantalupo

Praetto

Cimone
Di Cantalupo

Punta di
Pian
Cavallo

Colle
Langan

La "Chiesa di San Lorenzo" Al Caprione (Lerici - La Spezia)

Tra il Golfo di La Spezia e il fiume Magra sorge il promontorio del Caprione che ospita sul suo spartiacque, in prossimità del Seno di Lerici, i ruderi dell’antica chiesa di San Lorenzo ai Monti. Di questo edificio religioso, citato per la prima volta nel 1297 ma probabilmente coevo alla chiesa di Bergeggi (X Sec.), restano l’abside, l’intero muro settentrionale, il campanile inglobato nel corpo dell’edificio con una sorta di corridoio o ambulacro d’accesso e circa un terzo del muro meridionale.
Verosimilmente questo edificio alto-medioevale non era una pieve, ma un centro di culto dipendente da qualche chiesa maggiore. La navata era unica coronata da un’abside con tre monofore. Quella rivolta a Sud-Est (oggi parzialmente tamponata), pare sottendesse una declinazione corrispondente al sorgere del Sole al "solstizio d’inverno" e al "Santo Natale" (dies natalis veri solis invicti).
Dal punto di vista archeoastronomico la chiesa presenta un’altra peculiarità assai significativa; ovvero l’antico edificio risulta essere esattamente orientato sull’asse equinoziale (E. Calzolari – V. Bonora - M. Codebò - Henry De Santis).


La "Chiesa monastica" dell'Isola di Bergeggi (Bergeggi - Savona)

Tra Vado Ligure e Spotorno, a circa 150 metri dalla dirupata costa, emerge l’isola di Bergeggi che ospita alcuni resti di edifici risalenti ad epoche diverse. A circa 50 metri s.l.m., su un breve ed angusto terrazzo posto a picco sul mare, sorgono i resti di una chiesa del X secolo, con annessi i ruderi del monastero, della quale restano le due absidi con monofore, gli altari, parte del muro meridionale ed il perimetro di fondazione.
Questo piccolo complesso alto-medioevale, che ospitò con molta probabilità un insediamento religioso di regola benedettina, risulterebbe dal punto di vista archeoastronomico alquanto significativo. A tal riguardo non sembrerebbe per nulla casuale l’apertura nella navata meridionale, di una monofora verso una declinazione solare pressoché corrispondente al "solstizio d’inverno" e al "Santo Natale" (dies natalis veri solis invicti) nel X secolo. La monofora SE, quindi, permetteva alla luce del Sole nascente sull’orizzonte marino in quelle ricorrenze significative, di illuminare l’altare, la cui collocazione non essendo al centro dell’abside ma spostata verso Sud, poteva essere mirata a tale scopo (M. Codebò - Henry De Santis - E. Calzolari – V. Bonora).


San Lorenzo Al Caprione - Il "Dio Farfalla"

In località Foppe di Nadro in Valcamonica, su una roccia compare un’incisione del tutto particolare conosciuta come l’idolo farfalla.
Questa scena mitologica di estrazione danubiana (F. Fedele), è costituita da un orante posto in fronte ad un essere alato (E. Anati).
La forma geometrica bitriangolare, in questo caso creata dalle ali della figura mitologica, secondo alcuni studiosi può essere interpretata come segno di rinascita, ossia le amplitudini (Ortiva e Occasa) costituite dai due settori entro cui si sposta il Sole durante il suo ciclo annuale (Jahrbuch).
Altri interpretano la simbologia della "farfalla" come trasmigrazione dell’anima verso una meta astrale (M. Gimbutas).
Una significativa traccia permane nella cultura del popolo asiatico degli "Aghin-Buriati" – etnia Mongola stanziata sulle rive del lago Bajkal – dove la tradizione vuole che gli spiriti, prima di incarnarsi, si formino presso la costellazione delle Pleiadi, dove vi faranno ritorno dopo la morte del corpo (D. De Toffol – D. Bellatalla, H. Kalweit).


San Lorenzo Al Caprione - La farfalla dorata

La luce del Sole al tramonto del solstizio d’estate, dopo aver attraversato la feritoia dell’impianto, va ad illuminare un grande ortostato retrostante (lato Sud-Est), e riproduce su di esso, che rimane in ombra, una sagoma luminosa a forma di "farfalla".
Questo fenomeno luminoso, che si estende per un’ampiezza di circa 3° dell’apparente movimento solare (da azimuth 296° a 299°), appare al 21 giugno dalle 19:15 alle 19:35 (ora solare). La formazione della farfalla di luce dorata permane per ben sei giorni, venti prima e venti dopo al solstizio estivo (E. Calzolari – D. Gori).


Il "Quadrilithon" di San Lorenzo Al Caprione (Lerici - La Spezia)

Sullo spartiacque del promontorio del Caprione, propaggine posta tra il Golfo di La Spezia e il fiume Magra, si erge, in prossimità del Seno di Lerici, una singolare struttura litica.
Il complesso, di probabile origine antropica, posto a pochi metri dai ruderi dell’antica chiesa di San Lorenzo ai Monti, pare possa costituire una particolare struttura – forse megalitica – denominata "Quadrilithon".
Quadrilithon
Questa struttura, composta da due elementi verticali sormontati da una architrave monolitica conformata a losanga, viene caratterizzata da una grande pietra trasversale posta alla base della costruzione.
Tale soglia, oltre a proteggere l’osservatore dal riverbero dei raggi solari, risulta modellata in modo da formare una cuspide che, opposta a quella del monolito a sagoma di losanga, crea una "feritoia" che viene attraversata assialmente dai raggi del Sole in un determinato periodo dell’anno.
Inoltre il "Quadrilithon" del Caprione trovano due gemelli in territorio francese, a Chateauneuf de Randon ed a Chateau Vieux de Randon (in essi non si ha formazione di immagini come quella della farfalla di luce).