| Verso l’Equinozio |
Da
una fenditura della pietra altare, eseguita dalla mano dell’uomo, è
possibile osservare il Sole tramontare agli equinozi dietro una sella
formata da due ardite cime.
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BENVENUTI NEL CIELO DELLA PREISTORIA
BENVENUTI NEL CIELO DELLA PREISTORIA
L’uomo "erectus" fu il primo ad osservare la volta celeste?
L’uomo "sapiens" si era già reso conto dell’importanza del Sole e della Luna, dei luminari del giorno e della notte?
La complessa macchina del cielo era un' "entità" impalpabile ma reale, una sorta di "Lanterna Magica" che attirava l’attenzione di tutti i popoli fin dai tempi più remoti.
Nonostante la "Scienza Astronomica" non fosse ancora nata, l’osservazione della volta celeste che presso alcune culture raggiunse dei livelli sorprendenti, veniva riprodotta al "suolo" in determinate situazioni tramite particolari strutture megalitiche oppure attraverso semplici - ma non meno significative - immagini istoriate sulla pietra.
L’interesse che le società pre-protostoriche coltivavano per l’astronomia "sferica" viene oggi testimoniato dalla moderna "Archeoastronomia", disciplina che studia le conoscenze astronomiche di questi popoli altrimenti detti "primitivi".
La pietra altare del Gran San Bernardo (Valle d'Aosta)
Piccolo San Bernardo - Le fondamenta astronomiche del cromlech dell'Alpis Graia
Il cromlech del Piccolo San Bernardo (Valle d'Aosta)
Saint-Martin De Corleans - Orientamenti astronomici - Fase 4
Saint-Martin De Corleans - Orientamenti astronomici - Fase 2B
Saint-Martin De Corleans - Orientamenti astronomici relativi alle costellazioni
Saint-Martin De Corleans - Gli orientamenti astronomici relativi ai luminari
| Fase 1 |
Un
allineamento di 22 grossi pali in legno, dei quali rimangono le buche e
i ciottoli di rincalzo, costituisce la fase più antica (3000-2750 a.
C.) di quest’area megalitica
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| Fase 2 |
In
questo periodo (2750-2700 a. C.) venne eseguita l’aratura di
delimitazione e di consacrazione di un’area di circa mq 4800 (m 80x60). I
solchi di questa aratura sacra, risultano all’incirca orientati verso
il sorgere del Sole al solstizio invernale
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| Fase 2b |
In
questa fase (2750-2300 a.C.) vengono eretti due allineamenti ortogonali
di stele antropomorfe (oltre 45) associate a tre piattaforme, forse
utilizzate come podia
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| 2b/1 | Allineamento diretto sul tramonto della Luna alla sua massima declinazione |
| 2b/2 |
Allineamenti diretti sul fenomeno che vede la Luna, alla sua minima declinazione, sfiorare prospetticamente la montagna
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| 4a |
Un dolmen
a pianta trapezoidale (t. II), che presenta un orientamento volto verso
il tramonto del Sole al solstizio invernale (4a/1), era inserito in una
piattaforma triangolare dove uno dei lati lunghi risulta orientato
verso il sorgere del Sole al solstizio d’inverno (4a/2), e l’altro sul
tramonto della Luna alla sua massima declinazione (4a/3)
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| 4b |
Un dolmen a pianta rettangolare (t. V), una tomba a cista (t. VI), e una piccola allée couverte (t. VII), risultano orientate sul tramonto del Sole al solstizio invernale
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| 4c |
Un
monumento funerario a torre cilindrica o tronco conica (t. IV) dispone
di una fossa rivestita in lastre il cui asse risulta orientato sulla
levata del Sole ai primi di maggio, ricorrenza che in seguito i Celti
individuarono con la festa di "Beltane" (dedicata a Belenus)
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| 5 |
In
questa fase (2100-2000 a.C.) vengono costruite tombe a cista,
realizzate con alcune stele antropomorfe erette nei periodi precedenti.
La grande cista della tomba I, risulta orientata sul sorgere della Luna
alla sua massima declinazione
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